La ragazza di Goa

India, 1978. Arianna ha perso gli amici, è stata derubata ed è giunta fortunosamente a Goa, paradiso dello ‘sballo’, dove si è adeguata a vivere nuda sulla spiaggia in armonia con il microcosmo hippy e con i freak che lo popolano. Chissà se quel modo di vivere, di provare se stessa, sia solo una necessità del momento dettata dal suo istinto di sopravvivenza o se sia la coraggiosa ricerca della sua identità, di una vita alternativa a quella del suo quartiere a Napoli.

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(Bianca Maria Di Bartolomeo) Il libro ‘La ragazza di Goa’ non è sicuramente un inno alla trasgressione ma è la ricerca intensa del proprio io. Ogni meta è descritta con ricchezza di particolari , alcuni luoghi sembrano davvero incantevoli… A Goa Arianna vive un periodo particolarmente felice, in pace con se stessa, supera alcuni tabù e conosce persone molto interessanti… Da ragazza di Napoli a ragazza di Goa: un lungo cammino.

(Giovanni Columbu) Ho concluso la lettura-viaggio de La ragazza di Goa. E’ davvero un bel libro! Ha ravvivato esperienze e ricordi e sogni anche miei, vissuti non a Goa ma a Milano. E alla fine dell’ultima pagina avverto una sorta di riconciliazione e di nostalgia per quel gioioso e sofferto ideale di spiritualità che anch’io ho conosciuto.

(Daniela Marshall) Ho letto ‘La ragazza di Goa’ e lo raccomando. Un bel viaggio negli anni settanta; la ricerca di un modo di vivere diverso che portò alcune persone alla spiritualità ed altre a perdersi nell’illusione dell’oppio..

(Stefano Erfini) Ho finito il tuo libro. Mi sono piaciuti soprattutto i dialoghi e come viene descritta la ragazza, Arianna, le sue paure, il suo malessere e poi il ritrovare la sua sicurezza. La capisco, anch’io sono stato là quando ero molto giovane e quel malessere a volte l’ho provato anche io e ne ho visti molti un po’ frastornati da quell’ambiente che sembrava paradisiaco… Ma il paradiso te lo devi guadagnare.

(Federico Laterza) Ho finito di leggere il libro. Grazie per avermi fatto rivivere un periodo avventuroso ed entusiasmante della mia vita, con una scrittura fluida e piacevole. Aspetto il prossimo.

(Ben Gibsen) Che dire. C’è già una bellissima recensione di Bianca Maria De Bartolomeo che è pienamente condivisibile. Lo consiglio a tutti!

(Gigliola Quadalti) Nicola Musajo, amabile e garbato, con leggerezza, senza ombra di retorica o di esaltazione, ne “la Ragazza di Goa” è pittore magnifico di paesaggi meravigliosi ed atmosfere intime. Arianna prende per mano il lettore e lo accompagna in un viaggio affascinante: l’India, il mito di una generazione, in un percorso che conduce ad una maggiore consapevolezza interiore. Ha appena compiuto i diciott’anni e vuole lasciarsi andare, vuole farsi portare dal vento e governarlo: si immerge completamente in tutto ciò che le sta intorno, è confusa ma piena di aspettative, si avvicina a quel mondo mistico, ne scopre le contraddizioni, le luci, le ombre e lentamente lascia emergere una sottile nostalgia per la sua famiglia e le sue rassicuranti abitudini. Pagina dopo pagina, ci si trova catapultati in esperienze che portano a lasciarsi andare alle pulsioni, ai desideri, a vivere i giorni con innocenza, senza il senso del peccato e della colpa radicati profondamente in noi dalla nostra cultura occidentale.

(Angelo Rodà) Rimanere nudi in una spiaggia indiana con la mente lontana dalle sue origini in cerca di una propria identità alternativa, o rimettersi i panni di ragazza di Napoli e tornare lucida nella realtà di casa? Scrittura sobria che si addentra fino in fondo nella psiche della protagonista e nel quadro dai colori in polvere di una vita diversa e lontana.

(Giulio Sacchetti) E’ un libro piacevole e coinvolgente.

(Angelo Pulpito) In India a Goa la protagonista si immerge totalmente nel microcosmo hippy. È solo una momentanea alternativa alla sua vita? Descrizioni minuziose e narrazione avvincente.