PORTO DI MARE

Figlio di immigrati, carico di sogni e di domande, presi il largo dal casermone di via Negroli, Milano, e navigai a vista dagli anni ‘60 fino alla fine del millennio. Questa è la mia storia ma anche la vostra. Tutti noi, prima di prendere la nostra direzione abbiamo sentito il confortante calore della compagnia, abbiamo percepito il valore dell’amicizia, il piacere dell’attrazione e il dolore del distacco. Ecco, il racconto è tutto questo. I sogni, i dolori, gli errori, i viaggi e le soste trovano ormeggio in unporto di mare”, e come navi reduci della traversata, sono sempre pronti a ripartire.

Un ragazzino figlio di immigrati prende il largo dal casermone di Via Negroli, Milano, e naviga a vista dagli anni ‘60 a fine millennio. Non è ancora tornato ma il suo racconto sì.

350 pagine e più di 200 immagini. Paperback e EBook Amazon.

Dal belvedere della Villa Comunale di Crotone osservo il mare e il porto e mi accorgo che la vista è molto simile a quella che vedevo dal balcone della casa dove vivevo a Bari quando ero bambino: navi che lentamente si allontanano sull’enorme distesa azzurra, gabbiani che volano a stormi e una luce vivida che impregna l’atmosfera di tinte acquarello e mi fa tornare indietro nel tempo. Quando oggi mi ritrovo a considerare le tante svolte che hanno indirizzato la mia vita in una certa direzione, vedo che sono sempre state accese da una scintilla che si accendeva e cresceva in me con una forza impetuosa, come quella del vento che strappa gli ormeggi alle navi nel porto. E come le navi in un porto, le idee, le amicizie, gli amori e le passioni sono arrivate e partite. Alcune sono restate. Oggi racconto questa storia per soddisfare la richiesta fatta dai miei figli Jack e Caterina: «Perché siamo nati in Thailandia?». Per rispondere ho dovuto iniziare la storia un po’ prima della loro nascita: non avrebbero capito le implicazioni di quel periodo della mia vita se non avessi raccontato la situazione che lo aveva preceduto, e poi quella che precedeva ancora e così via. Insomma, ho dovuto cominciare dall’inizio. Credo che la mia storia possa incuriosire anche i moltissimi amici che hanno costellato e ancora arricchiscono la mia vita. Il racconto comincia nel 1952 e si ferma qualche anno dopo il 1993, quando i miei figli, ormai diventati abbastanza grandi, conoscevano il resto della storia. Mancheranno sicuramente all’appello diversi episodi e persone; è inevitabile nella stesura di un racconto così lungo e articolato, ma nella mia memoria e nel mio cuore non sono dimenticati.